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lunedì 24 giugno 2019

Chiesa di S.Filomena a Vasto: il quadro raffigurante il Barone Giuseppe Antonio Rulli è opera di Achille Carnevale


Il quadro raffigurante il Barone Giuseppe Antonio Rulli che implora la grazia a S. Lucia è opera del pittore Achille Carnevale. Il ritrovamento di alcune lastre fotografiche originali risalenti agli anni '20 del secolo scorso non lasciano dubbi.
L'opera, conservata nella chiesa di S. Filomena, era stata attribuita al pittore vastese Andrea Marchesani, realizzata nella metà dell'Ottocento.
All'interno della graziosa chiesa, nei pressi di Porta Nuova, si conservano altri due quadri del Carnevale: Il Cuore di Cristo Re e S. Benedetto Giuseppe Labre riceve l'elemosina da alcuni contadini. Le tre opere vennero benedette ed esposte al culto nella festa di Cristo Re del 30 ottobre 1927, così come riportato sulle colonne del periodico Il Vastese d'Oltre Oceano: "Nel primo, che sormonta l’altare maggiore S. Giovanni Battista addita il Redentore, circondato da angioli, in un nimbo di luce, mentre ai piedi di Gesù sono in adorazione S. Romualdo e S. Margherita Maria Alacoque; nel secondo, sul primo altare a dritta, il pittore ha ritratto D. Giuseppe Antonio Rulli, che in ginocchio implora da S. Lucia la grazia della guarigione da una grave infermità agli occhi; nel terzo, sul primo altare a sinistra, che ci sembra il più bello di tutti per concezione verità di colorito e per tecnica, S. Giuseppe Benedetto Labre – che nei primi anni della seconda metà dello scorso secolo stette per qualche giorno nel Vasto – è raffigurato nell’atto di ricevere elemosina da alcuni contadini incontrati nella campagna vastese".
Nonostante nell'articolo venga attribuita la paternità del quadro raffigurante S. Lucia al Carnevale, si è pensato più ad un errore del cronista oppure ad un intervento di restauro da parte del pittore romano, risultando poco credibile che nella metà degli anni venti del secolo scorso Luigi Genova avesse potuto commissionare un quadro rappresentante un vero e proprio atto di devozione del nonno, che implora a S. Lucia la grazia della guarigione dalla cecità.
Anche il ritrovamento avvenuto lo scorso anno dei disegni originali dei tre quadri, compreso quello riguardante S. Lucia, non ha chiarito del tutto la situazione, ma ha cominciato a rafforzare l'idea che l'autore del quadro fosse proprio il Carnevale. Perché il pittore avrebbe dovuto riprodurre dal vero il disegno di un quadro già realizzato? Perché aggiungere alcuni particolari sul disegno, come sulla sommità della colonna e nella parete vicina, oppure cambiare il motivo del pavimento?
Questa volta il ritrovamento di alcune lastre fotografiche originali non lasciano spazio a dubbi.
Nelle immagini si notano alcuni personaggi in posa davanti alla tela in fase di realizzazione.
Sulla sinistra della tela, appeso al muro, è presente il disegno originale, mentre sulla tela stessa pende il bozzetto. I personaggi in posa sono stati ripresi dal pittore per la realizzazione del quadro su S. Benedetto Giuseppe Labre.
Oltre alla realizzazione dei tre quadri, il Carnevale si è occupato anche della decorazione della chiesa. Qualche giorno dopo la riapertura, viene affissa una lapide vicino la porta d'ingresso, datata 24 dicembre 1927. Nella stessa, oltre a ricordare brevemente le origini domenicane della chiesa e alcune notizie storiche, si afferma che Luigi Genova nel 1918 LA RESTAURO' E DECORO' / NEL MODO COME ORA SI VEDE / AGGIUNGENDOVI IL CAMPANILE / IN CUI VENNERO SITUATE / COSI' LA CAMPANA GRANDE / L'UNICA CHE LA CHIESA AVEVA / COME LE DUE PIU' PICCOLE DA LUI FATTE COSTRUIRE / OLTRE DI CHE EGLI RIFORNI’ LA CHIESA / DI NUOVE SUPPELLETTILI ED ARREDI SACRI.
Senza ombra di dubbio è possibile fissare l'inizio dei restauri al 1918, mentre la decorazione interna della chiesa potrebbe risalire intorno al 1923/1924, immediatamente dopo la riapertura della chiesa di S. Giuseppe, decorata sempre dal Carnevale. Infatti, il ritrovamento tra le carte dell'artista di alcuni bozzetti e disegni degli interni della chiesa, non dovrebbero lasciare molti dubbi sulla paternità dei lavori. Un articolo pubblicato in data 12 novembre 1927 sul quotidiano romano Il Messaggero, sembra confermare questa tesi: "I lavori della chiesa di S. Filomena sono stati iniziati e portati a termine con la riconosciuta competenza ed esattezza, dal valente pittore prof. Carnevali di Roma, e la piccola chiesa, che è oggi un vero gioiello di moderna decorazione, è stata, nel tempo istesso, dal nobile signore (comm. Luigi Genova) anche arricchita di quadri pregevoli, di arredi magnifici e di paramenti sacri di non lieve valore".
Ancora un sentito ringraziamento a Teresa Pompei, nipote del pittore Achille Carnevale, che con grande generosità ha messo a disposizione il materiale del nonno permettendo di effettuare interessanti scoperte sulle opere realizzate a Vasto ed anche in altri luoghi dove il pittore ha operato.

Lino Spadaccini














giovedì 15 febbraio 2018

I quadri del Carnevale nella chiesa di S. Filomena a Vasto



La giornata del 30 ottobre 1927, festa di Cristo Re, viene ricordata come una giornata memorabile per la chiesa di S. Filomena, con la benedizione ed esposizione al culto dei quadri de Il Cuore di Cristo Re, di S. Benedetto Giuseppe Labre e di S. Lucia, le prime due opere del pittore Achille Carnevale, mentre la terza attribuita ad Andrea Marchesani, dipinta nella metà dell'Ottocento, raffigurante il barone Giuseppe Antonio Rulli nelle vesti di cavaliere Costantiniano in ginocchio davanti S. Lucia. "Nel primo, che sormonta l’altare maggiore", si legge sulle pagine de Il Vastese d’Oltre Oceano,"S.Giovanni Battista addita il Redentore, circondato da angioli, in un nimbo di luce, mentre ai piedi di Gesù sono in adorazione S. Romualdo e S.Margherita Maria Alacoque; nel secondo, sul primo altare a dritta, il pittore ha ritratto D. Giuseppe Antonio Rulli, che in ginocchio implora da S. Lucia la grazia della guarigione da una grave infermità agli occhi; nel terzo, sul primo altare a sinistra, che ci sembra il più bello di tutti per concezione verità di colorito e per tecnica, S. Giuseppe Benedetto Labre – che nei primi anni della seconda metà dello scorso secolo stette per qualche giorno nel Vasto – è raffigurato nell’atto di ricevere elemosina da alcuni contadini incontrati nella campagna vastese".
Dei tre quadri citati nell'articolo, si conservato i tre bozzetti originali realizzati dal Carnevale. Il bozzetto del dipinto raffigurante il Barone Giuseppe Antonio Rulli, insieme a quanto si legge nell'articolo de Il Vastese d'Oltre Oceano, farebbe pensare che sia proprio il pittore romano l'autore del dipinto. In realtà è più plausibile che il Carnevale abbia restaurato il quadro (dipinto quasi ottant'anni prima) e disegnato il bozzetto dal vero, forse da utilizzare successivamente come spunto per qualche opera sacra. A rafforzare questa tesi è soprattutto il fatto che non è alquanto credibile che nel 1927 Luigi Genova abbia commissionato un quadro rappresentante un vero e proprio atto di devozione del nonno che implora a S. Lucia la grazia della guarigione dalla cecità.
Anche se non c'è la certezza, è ipotizzabile che il terzo quadro realizzato dal Carnevale, possa essere quello della Madonna del Rosario.

S.Giovanni Battista addita il Redentore




Disegno preparatorio originale


S.benedetto Giuseppe Labre

Disegno originale preparatorio

Il Barone Giuseppe Antonio Rulli implora la grazia a S.Lucia, attr. Andrea Marchesani, metà dell'800