giovedì 25 aprile 2019

Cattedrale, scoperto l'autore dei pannelli della Via Crucis: è Achille Carnevale, il pittore che ha realizzato anche le altre decorazioni


Scoperto l'autore dei pannelli della Via Crucis, presenti all'interno della Cattedrale di S. Giuseppe.
Si tratta di Achille Carnevale, lo stesso artista che nel 1922 ha decorato la chiesa con scene della vita di S. Giuseppe, evangelisti, dottori della chiesa e santi, oltre ad aver realizzato il polittico con Cristo in gloria tra quattro angeli musicanti e disegnato i soggetti per le vetrate artistiche.
L'attribuzione è inequivocabile, dopo il ritrovamento delle foto originali degli anni '20 dei bozzetti e dell'opera ultimata, commissionata e finanziata dall'allora parroco della Cattedrale don Filippo Bonacci. Su ogni pannello, infatti, è presente la scritta "A cura di Mons. Arcip. Bonacci".
Del sacerdote vastese sappiamo che è nato a Vasto il 1° aprile del 1866 ed è stato ordinato presbitero nella chiesa di S. Chiara il 22 settembre del 1888. Il 3 ottobre dello stesso anno è stato nominato cappellano di S. Francesco a Vasto. Economo coadiutore di S. Giuseppe dal 16 ottobre 1890, il 21 ottobre 1895 è stato promosso canonico del Capitolo cattedrale di Vasto. L'8 ottobre del 1899 è stato nominato parroco della cattedrale di S. Giuseppe. Carica ricoperta fino al 27 ottobre del 1927, giorno della sua elezione a tesoriere del Capitolo cattedrale. È deceduto a Vasto il 30 aprile del 1932.
Così veniva ricordato sulle colonne de Il Vastese d'Oltre Oceano: "Parroco per molti anni della chiesa di San Giuseppe, di cui con amorevole zelo curò il decoro, indirizzò santamente nella via del bene il gregge che gli era stato affidato; e sentendo l'amore del prossimo nel profondo dell'animo, niuno mai fece invano ricorso a Lui quando ebbe bisogno di consiglio, di conforto, di aiuto. Modello di sacerdote, per vita esemplare e per sentimenti cristiani, fu buono e generoso con tutti; il suo labbro non ebbe mai parole amare, nemmeno per coloro che ingiustamente l'offesero. Compiuto ora l'apostolato di carità in questa vita terrena, il suo spirito torna all'Eterno, circondato dall'aureola di affetti e di opere buone che Egli lascia fra noi".
Grazie ai contatti con Teresa Pompei Scaramuzzi, nipote del pittore Achille Carnevale, in poco più di un anno sono state effettuate interessanti scoperte riguardanti la Cattedrale di S. Giuseppe e la chiesa di S. Filomena a Porta Nuova.
Inoltre, bisogna sottolineare la generosità della nipote dell'artista, che ha voluto donare alla Cattedrale tutti gli spolveri e i disegni originali utilizzati dal nonno per la decorazione della chiesa.

Lino Spadaccini






























mercoledì 17 aprile 2019

Cattedrale di San Giuseppe: nuova importante donazione


Donati alla Cattedrale di S. Giuseppe gli spolveri raffiguranti gli evangelisti, utilizzati dal pittore Achille Carnevale per le decorazioni realizzate all'interno della chiesa.
Ad effettuare l'importante donazione è stata la signora Teresa Pompei Scaramuzzi, nipote dell'artista, che già nel gennaio dello scorso anno aveva donato i disegni preliminari dei quattro evangelisti (Matteo, Marco, Luca e Giovanni), i disegni e gli spolveri dei quattro dottori della Chiesa (S. Agostino, S. Girolamo, S. Bernardo da Chiaravalle e S. Francesco di Sales), gli spolveri per la realizzazione delle lunette con le scene della vita di S. Giuseppe (Il sogno di Giuseppe, Lo sposalizio di Giuseppe e Maria, La Natività, La fuga in Egitto, L'infanzia di Gesù, La morte di Giuseppe), i quattro Santi che hanno illustrato la vita di S. Giuseppe (S. Bernardino da Siena, S. Giovanni Damasceno, S. Teresa d'Avila e S. Ambrogio), ed ancora, l'Angelo che sorregge lo stemma della famiglia Genova, una decorazione realizzata sull'arco presente sopra la statua lignea di S. Giuseppe, e quattro dei cinque disegni del polittico raffigurante Cristo in gloria tra quattro angeli musicanti.
Tutti gli spolveri, a grandezza naturale, sono stati utilizzati da Achille Carnevale per le decorazioni realizzate all'interno della chiesa. In sostanza, questa tecnica consiste nel disegnare dapprima a grandezza naturale la rappresentazione su un cartone preparatorio, successivamente, con un ago o un'altra punta, si perforano fittamente i contorni del disegno; si applica il foglio sulla superficie e si batte su di esso con un sacchetto (chiamato anch'esso spolvero) pieno di nerofumo o di altra sostanza in polvere adatta, così da ottenere una serie di punti corrispondenti alle linee dell'originale. Tolto il cartone, si congiungono i vari punti e si completa il disegno.
Ancora un sincero ringraziamento alla signora Teresa Pompei, da parte del parroco della Cattedrale, don Gianfranco Travaglini, e di tutta la comunità vastese per questo gesto di grande generosità nei confronti della nella nostra città.

Lino Spadaccini




















giovedì 15 febbraio 2018

I quadri del Carnevale nella chiesa di S. Filomena a Vasto



La giornata del 30 ottobre 1927, festa di Cristo Re, viene ricordata come una giornata memorabile per la chiesa di S. Filomena, con la benedizione ed esposizione al culto dei quadri de Il Cuore di Cristo Re, di S. Benedetto Giuseppe Labre e di S. Lucia, le prime due opere del pittore Achille Carnevale, mentre la terza attribuita ad Andrea Marchesani, dipinta nella metà dell'Ottocento, raffigurante il barone Giuseppe Antonio Rulli nelle vesti di cavaliere Costantiniano in ginocchio davanti S. Lucia. "Nel primo, che sormonta l’altare maggiore", si legge sulle pagine de Il Vastese d’Oltre Oceano,"S.Giovanni Battista addita il Redentore, circondato da angioli, in un nimbo di luce, mentre ai piedi di Gesù sono in adorazione S. Romualdo e S.Margherita Maria Alacoque; nel secondo, sul primo altare a dritta, il pittore ha ritratto D. Giuseppe Antonio Rulli, che in ginocchio implora da S. Lucia la grazia della guarigione da una grave infermità agli occhi; nel terzo, sul primo altare a sinistra, che ci sembra il più bello di tutti per concezione verità di colorito e per tecnica, S. Giuseppe Benedetto Labre – che nei primi anni della seconda metà dello scorso secolo stette per qualche giorno nel Vasto – è raffigurato nell’atto di ricevere elemosina da alcuni contadini incontrati nella campagna vastese".
Dei tre quadri citati nell'articolo, si conservato i tre bozzetti originali realizzati dal Carnevale. Il bozzetto del dipinto raffigurante il Barone Giuseppe Antonio Rulli, insieme a quanto si legge nell'articolo de Il Vastese d'Oltre Oceano, farebbe pensare che sia proprio il pittore romano l'autore del dipinto. In realtà è più plausibile che il Carnevale abbia restaurato il quadro (dipinto quasi ottant'anni prima) e disegnato il bozzetto dal vero, forse da utilizzare successivamente come spunto per qualche opera sacra. A rafforzare questa tesi è soprattutto il fatto che non è alquanto credibile che nel 1927 Luigi Genova abbia commissionato un quadro rappresentante un vero e proprio atto di devozione del nonno che implora a S. Lucia la grazia della guarigione dalla cecità.
Anche se non c'è la certezza, è ipotizzabile che il terzo quadro realizzato dal Carnevale, possa essere quello della Madonna del Rosario.

S.Giovanni Battista addita il Redentore




Disegno preparatorio originale


S.benedetto Giuseppe Labre

Disegno originale preparatorio

Il Barone Giuseppe Antonio Rulli implora la grazia a S.Lucia, attr. Andrea Marchesani, metà dell'800                        










giovedì 1 febbraio 2018

Cattedrale di S.Giuseppe: I Santi che hanno illustrato alcuni aspetti della vita di San Giuseppe



Sulle pareti del transetto della Cattedrale di S. Giuseppe sono presenti quattro personaggi che hanno illustrato alcuni aspetti della vita di S. Giuseppe, accompagnatida frasi in latino tratte dalle litanie a San Giuseppe: sulla parete di sinistra sono presenti San Bernardino da Siena, con la scritta Joseph, spes aegrotantium (Giuseppe, speranza dei malati) e San Giovanni Damasceno, con la scritta Joseph, solatium miserorum (Giuseppe, sollievo dei miseri). In realtà, sullo spolvero originale realizzato dal Carnevale è rappresentato Sant'Isidoro di Siviglia. Successivamente, o in fase di realizzazione, probabilmente è stato deciso di rappresentare San Giovanni Damasceno, modificando la croce (presente nel bozzetto) con una pergamena.

Sulla parete di destra sono presenti S. Teresa d'Avila, con la scritta Joseph, amator paupertatis (Giuseppe, amante della povertà) e Sant'Ambrogio, Vescovo di Milano e Dottore della Chiesa, con la scritta Joseph, exemplar opificum (Giuseppe, esempio dei lavoratori).