domenica 13 ottobre 2019

L'opera del Carnevale nella chiesa parrocchiale del SS. Crocifisso a Taranto


La chiesa del SS. Crocifisso di Taranto risale agli inizi dell'800. Nel 1898 Mons. Jorio vescovo di Taranto eresse la chiesa a prima parrocchia del Borgo, affidandola alle cure pastorali dell'Ordine Carmelitano dell'antica Osservanza.
La chiesa è oggi conosciuta come SS. Crocifisso per la presenza della venerata scultura lignea XVI o XVII secolo, precedentemente conservata nella Chiesa minorita di S. Antonio, e trasportata nella chiesa del Complesso Conventuale il 4 maggio 1875.
La chiesa è stata decorata tra la fine del 1929 e gli inizi del 1930, come da bozzetto realizzato dal pittore Achille Carnevale nel 1928, approvato dalla commissione arcivescovile e dal ministero.
In base alle informazioni attualmente in nostro possesso, non sappiamo ancora la reale consistenza dell'opera del Carnevale . Numerosi sono i dipinti e le decorazioni presenti lungo le pareti della chiesa, sulla volta, nel presbiterio e nella cupola, alcuni di questi sicuramente riferibili ad altri autori. Ma con certezza sappiamo che il Carnevale è l'autore di tre opere conservate nelle navate laterali: la SS. Trinità ed educazione della Vergine, Il Sacro Cuore di Gesù, e Santa Maria Maddalena dei Pazzi, S.Alberto e S. Teresina del Bambin Gesù, unica opera firmata, datata 1930.

Lino Spadaccini





Bozzetto originale firmato, 1928, collezione privata Wiesbaden


S.Maria Maddalena dei Pazzi, S.Alberto e S. Teresa del Bambin Gesù, 1930


Disegno preliminare


Fotografia originale del quadro appena ultimato

Il Sacro Cuore di Gesù
Bozzetto originale, Collezione privata Wiesbaden

Disegno preliminare
Fotografia originale del quadro appena realizzato




SS.Trinità ed educazione della Vergine

Particolare

Bozzetto originale
Lastra fotografica originale

Fotografia originale del quadro appena realizzato

Fotografia del quadro appena realizzato

Particolare


lunedì 24 giugno 2019

Chiesa di S.Filomena a Vasto: il quadro raffigurante il Barone Giuseppe Antonio Rulli è opera di Achille Carnevale


Il quadro raffigurante il Barone Giuseppe Antonio Rulli che implora la grazia a S. Lucia è opera del pittore Achille Carnevale. Il ritrovamento di alcune lastre fotografiche originali risalenti agli anni '20 del secolo scorso non lasciano dubbi.
L'opera, conservata nella chiesa di S. Filomena, era stata attribuita al pittore vastese Andrea Marchesani, realizzata nella metà dell'Ottocento.
All'interno della graziosa chiesa, nei pressi di Porta Nuova, si conservano altri due quadri del Carnevale: Il Cuore di Cristo Re e S. Benedetto Giuseppe Labre riceve l'elemosina da alcuni contadini. Le tre opere vennero benedette ed esposte al culto nella festa di Cristo Re del 30 ottobre 1927, così come riportato sulle colonne del periodico Il Vastese d'Oltre Oceano: "Nel primo, che sormonta l’altare maggiore S. Giovanni Battista addita il Redentore, circondato da angioli, in un nimbo di luce, mentre ai piedi di Gesù sono in adorazione S. Romualdo e S. Margherita Maria Alacoque; nel secondo, sul primo altare a dritta, il pittore ha ritratto D. Giuseppe Antonio Rulli, che in ginocchio implora da S. Lucia la grazia della guarigione da una grave infermità agli occhi; nel terzo, sul primo altare a sinistra, che ci sembra il più bello di tutti per concezione verità di colorito e per tecnica, S. Giuseppe Benedetto Labre – che nei primi anni della seconda metà dello scorso secolo stette per qualche giorno nel Vasto – è raffigurato nell’atto di ricevere elemosina da alcuni contadini incontrati nella campagna vastese".
Nonostante nell'articolo venga attribuita la paternità del quadro raffigurante S. Lucia al Carnevale, si è pensato più ad un errore del cronista oppure ad un intervento di restauro da parte del pittore romano, risultando poco credibile che nella metà degli anni venti del secolo scorso Luigi Genova avesse potuto commissionare un quadro rappresentante un vero e proprio atto di devozione del nonno, che implora a S. Lucia la grazia della guarigione dalla cecità.
Anche il ritrovamento avvenuto lo scorso anno dei disegni originali dei tre quadri, compreso quello riguardante S. Lucia, non ha chiarito del tutto la situazione, ma ha cominciato a rafforzare l'idea che l'autore del quadro fosse proprio il Carnevale. Perché il pittore avrebbe dovuto riprodurre dal vero il disegno di un quadro già realizzato? Perché aggiungere alcuni particolari sul disegno, come sulla sommità della colonna e nella parete vicina, oppure cambiare il motivo del pavimento?
Questa volta il ritrovamento di alcune lastre fotografiche originali non lasciano spazio a dubbi.
Nelle immagini si notano alcuni personaggi in posa davanti alla tela in fase di realizzazione.
Sulla sinistra della tela, appeso al muro, è presente il disegno originale, mentre sulla tela stessa pende il bozzetto. I personaggi in posa sono stati ripresi dal pittore per la realizzazione del quadro su S. Benedetto Giuseppe Labre.
Oltre alla realizzazione dei tre quadri, il Carnevale si è occupato anche della decorazione della chiesa. Qualche giorno dopo la riapertura, viene affissa una lapide vicino la porta d'ingresso, datata 24 dicembre 1927. Nella stessa, oltre a ricordare brevemente le origini domenicane della chiesa e alcune notizie storiche, si afferma che Luigi Genova nel 1918 LA RESTAURO' E DECORO' / NEL MODO COME ORA SI VEDE / AGGIUNGENDOVI IL CAMPANILE / IN CUI VENNERO SITUATE / COSI' LA CAMPANA GRANDE / L'UNICA CHE LA CHIESA AVEVA / COME LE DUE PIU' PICCOLE DA LUI FATTE COSTRUIRE / OLTRE DI CHE EGLI RIFORNI’ LA CHIESA / DI NUOVE SUPPELLETTILI ED ARREDI SACRI.
Senza ombra di dubbio è possibile fissare l'inizio dei restauri al 1918, mentre la decorazione interna della chiesa potrebbe risalire intorno al 1923/1924, immediatamente dopo la riapertura della chiesa di S. Giuseppe, decorata sempre dal Carnevale. Infatti, il ritrovamento tra le carte dell'artista di alcuni bozzetti e disegni degli interni della chiesa, non dovrebbero lasciare molti dubbi sulla paternità dei lavori. Un articolo pubblicato in data 12 novembre 1927 sul quotidiano romano Il Messaggero, sembra confermare questa tesi: "I lavori della chiesa di S. Filomena sono stati iniziati e portati a termine con la riconosciuta competenza ed esattezza, dal valente pittore prof. Carnevali di Roma, e la piccola chiesa, che è oggi un vero gioiello di moderna decorazione, è stata, nel tempo istesso, dal nobile signore (comm. Luigi Genova) anche arricchita di quadri pregevoli, di arredi magnifici e di paramenti sacri di non lieve valore".
Ancora un sentito ringraziamento a Teresa Pompei, nipote del pittore Achille Carnevale, che con grande generosità ha messo a disposizione il materiale del nonno permettendo di effettuare interessanti scoperte sulle opere realizzate a Vasto ed anche in altri luoghi dove il pittore ha operato.

Lino Spadaccini














domenica 28 aprile 2019

Achille Carnevale è l'autore del quadro dell'Immacolata presente nel Santuario della Madonna di Lourdes a Napoli

La tela dell'altare maggiore del Santuario della Madonna di Lourdes di Napoli, raffigurante l'Immacolata Concezione è opera del pittore Achille Carnevale.
L'opera firmata dall'artista e datata 1935, per un errata interpretazione del nome, era stata attribuita ad un certo Cannevale.
Finalmente, a distanza di oltre ottant'anni, grazie anche al ritrovamento del disegno preliminare, è possibile attribuire con certezza l'opera al pittore Achille Carnevale.
Il santuario della Madonna di Lourdes si trova sul dorsale del colle di S. Martino in Napoli, a ridosso del Corso Vittorio Emanuele. In origine era una Chiesa fondata dai PP. Agostiniani e dedicato a S. Nicola da Tolentino. Dagli agostiniani passò in proprietà dei certosini e dal 1836 dei vincenziani con l’annesso Convento per la formazione della gioventù missionaria.
Il Santuario della Madonna di Lourdes di Napoli è stato il primo in Italia a suscitare e diffondere la devozione all’Immacolata di Lourdes alcuni anni dopo le apparizioni.
Infatti, nella prima Domenica di Ottobre del 1873 fu esposta alla venerazione dei fedeli un’immagine dell’Immacolata venuta da Lourdes che ancora oggi si conserva come un prezioso
ricordo. Nel 1874 questa immagine di carta fu sostituita da un plastico che raffigura la Vergine nella grotta con S. Bernardetta in ginocchio.
Nel 1886 fu ampliato il Presbiterio e l’Altare Maggiore, consacrato da S. Ecc. Mons. Filippo Gallo, Vincenziano, il 14 maggio 1886; fu dedicato alla Madonna di Lourdes.
Fu anche rifatto in marmo pregiato a colori e a disegni artistici tutto il pavimento della Chiesa e dell’atrio.
Il soffitto e le pareti furono dipinti da valenti artisti dell'epoca quali Saverio Altamura, Vincenzo Galloppi e Bernardo Hay.
Sull’altare maggiore la tela della Immacolata, realizzata da Saverio Altamura, è stata sostituita con un’altra del pittore Achille Carnevale.
La tela dell’Altamura è oggi conservata nella "Sala dell’Assemblea" al piano chiostro dell’Istituto Vincenziano annesso alla Chiesa.

Lino Spadaccini

Il quadro dell'Immacolata dietro l'altare maggiore
Disegno preliminare

Cartolina anni '30


giovedì 25 aprile 2019

Cattedrale, scoperto l'autore dei pannelli della Via Crucis: è Achille Carnevale, il pittore che ha realizzato anche le altre decorazioni


Scoperto l'autore dei pannelli della Via Crucis, presenti all'interno della Cattedrale di S. Giuseppe.
Si tratta di Achille Carnevale, lo stesso artista che nel 1922 ha decorato la chiesa con scene della vita di S. Giuseppe, evangelisti, dottori della chiesa e santi, oltre ad aver realizzato il polittico con Cristo in gloria tra quattro angeli musicanti e disegnato i soggetti per le vetrate artistiche.
L'attribuzione è inequivocabile, dopo il ritrovamento delle foto originali degli anni '20 dei bozzetti e dell'opera ultimata, commissionata e finanziata dall'allora parroco della Cattedrale don Filippo Bonacci. Su ogni pannello, infatti, è presente la scritta "A cura di Mons. Arcip. Bonacci".
Del sacerdote vastese sappiamo che è nato a Vasto il 1° aprile del 1866 ed è stato ordinato presbitero nella chiesa di S. Chiara il 22 settembre del 1888. Il 3 ottobre dello stesso anno è stato nominato cappellano di S. Francesco a Vasto. Economo coadiutore di S. Giuseppe dal 16 ottobre 1890, il 21 ottobre 1895 è stato promosso canonico del Capitolo cattedrale di Vasto. L'8 ottobre del 1899 è stato nominato parroco della cattedrale di S. Giuseppe. Carica ricoperta fino al 27 ottobre del 1927, giorno della sua elezione a tesoriere del Capitolo cattedrale. È deceduto a Vasto il 30 aprile del 1932.
Così veniva ricordato sulle colonne de Il Vastese d'Oltre Oceano: "Parroco per molti anni della chiesa di San Giuseppe, di cui con amorevole zelo curò il decoro, indirizzò santamente nella via del bene il gregge che gli era stato affidato; e sentendo l'amore del prossimo nel profondo dell'animo, niuno mai fece invano ricorso a Lui quando ebbe bisogno di consiglio, di conforto, di aiuto. Modello di sacerdote, per vita esemplare e per sentimenti cristiani, fu buono e generoso con tutti; il suo labbro non ebbe mai parole amare, nemmeno per coloro che ingiustamente l'offesero. Compiuto ora l'apostolato di carità in questa vita terrena, il suo spirito torna all'Eterno, circondato dall'aureola di affetti e di opere buone che Egli lascia fra noi".
Grazie ai contatti con Teresa Pompei Scaramuzzi, nipote del pittore Achille Carnevale, in poco più di un anno sono state effettuate interessanti scoperte riguardanti la Cattedrale di S. Giuseppe e la chiesa di S. Filomena a Porta Nuova.
Inoltre, bisogna sottolineare la generosità della nipote dell'artista, che ha voluto donare alla Cattedrale tutti gli spolveri e i disegni originali utilizzati dal nonno per la decorazione della chiesa.

Lino Spadaccini